L’Unità tattica di pattuglia di frontiera degli Stati Uniti (BORTAC) e la sua unità gemella, Border Patrol Search, Trauma and Rescue (BORSTAR), hanno subito una drammatica trasformazione sotto le recenti amministrazioni. Un tempo riservate a operazioni ad alto rischio come i salvataggi nel deserto e i conflitti tra cartelli, queste forze paramilitari pesantemente armate sono state dispiegate nelle città americane in numeri senza precedenti, segnando una significativa militarizzazione delle forze dell’ordine nazionali. Questa espansione, in gran parte oscurata dal segreto governativo, solleva seri interrogativi sulla responsabilità, sull’uso della forza e sull’erosione delle libertà civili.
Dalla sicurezza delle frontiere ai raid urbani
Storicamente, BORTAC e BORSTAR operavano principalmente lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, gestendo situazioni estreme che richiedevano formazione e attrezzature specializzate. Tuttavia, sotto la recente leadership, le loro missioni si sono ampliate fino a includere aggressivi controlli sull’immigrazione a livello stradale nelle principali città degli Stati Uniti, tra cui Chicago, Los Angeles e Minneapolis. Questo cambiamento non è semplicemente un aggiustamento tattico; rappresenta un cambiamento fondamentale nel modo in cui le forze dell’ordine federali operano all’interno delle popolazioni civili.
La portata di questo dispiegamento è sorprendente. Gli ultimi anni hanno visto la più grande mobilitazione mai vista di agenti BORTAC e BORSTAR negli Stati Uniti. La mancanza di trasparenza che circonda queste operazioni rende difficile determinarne l’intera portata, ma i registri indicano uno sforzo deliberato per mantenere nascoste al pubblico le identità degli agenti. Molti operano dietro maschere e segnali di chiamata, oscurando ulteriormente le loro azioni.
Brutalità a Chicago: un esempio di escalation
Un esempio particolarmente drammatico si è verificato a Chicago, dove gli agenti BORTAC hanno fatto irruzione in un condominio di South Shore nel settembre 2025. Armati di fucili M4 silenziati e accompagnati da unità K-9, sono entrati in modo aggressivo nelle residenze, inclusa quella in cui un immigrato privo di documenti è stato brutalmente attaccato da un cane poliziotto senza preavviso. L’incidente, catturato dalle riprese della body camera, esemplifica l’escalation di violenza associata a questi dispiegamenti.
Questo non è stato un caso isolato. Un’analisi WIRED dei registri del governo degli Stati Uniti ha rivelato che gli agenti BORTAC e BORSTAR sono stati coinvolti in oltre 144 usi documentati della forza durante l’operazione Midway Blitz, un’ondata di controlli sull’immigrazione a Chicago. Questi incidenti includevano pugni, calci, lancio di gas lacrimogeni e rilascio di cani sui civili: tattiche che superano di gran lunga i protocolli standard delle forze dell’ordine.
Il costo umano e la mancanza di responsabilità
Le conseguenze di questa espansione paramilitare sono gravi. Le linee guida sull’uso della forza della polizia di frontiera sono diventate sempre più permissive in base ad alcune direttive, consentendo agli agenti di operare con un livello di aggressività precedentemente riservato alle zone di combattimento. Ciò ha portato a numerosi feriti, arresti ingiusti e almeno una morte confermata.
Nonostante le prove crescenti di cattiva condotta, la responsabilità rimane sfuggente. Le indagini su questi incidenti sono spesso bloccate da ritardi burocratici, documenti trattenuti e una mancanza di cooperazione da parte del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale. Gli avvocati per i diritti civili e le organizzazioni civiche stanno ora spingendo affinché procuratori speciali indaghino e perseguano gli agenti coinvolti nell’uso eccessivo della forza e negli arresti ingiusti, ma finora non è stata presentata alcuna accusa.
Uno spostamento deliberato verso la militarizzazione
La decisione di schierare unità paramilitari pesantemente armate nelle città americane non è casuale. Riflette uno sforzo deliberato per intimidire le comunità e imporre politiche di immigrazione attraverso la forza piuttosto che un giusto processo. Come ha affermato un funzionario di alto rango: “L’ottica è importante… le lunghe armi, la mimetica, l’armatura. Mandano un messaggio”.
Questa militarizzazione delle forze dell’ordine nazionali solleva questioni fondamentali sul ruolo delle agenzie federali nella vita civile. La polizia di frontiera, progettata per proteggere il confine, è diventata di fatto una forza di occupazione nelle città americane, operando con un livello di impunità che mina la fiducia ed erode le norme democratiche.
Il futuro di queste operazioni rimane incerto, ma una cosa è chiara: a meno che non vengano implementate riforme significative, la tendenza verso un’escalation paramilitare continuerà a minacciare le libertà civili e ad approfondire il divario tra le forze dell’ordine e le comunità che servono.






















