Ring, di proprietà di Amazon, ha interrotto la sua partnership con la società di tecnologia di sorveglianza Flock Safety a seguito della reazione pubblica. La mossa arriva pochi giorni dopo che Ring ha mandato in onda uno spot pubblicitario del Super Bowl che descriveva le sue telecamere per campanelli come strumenti per trovare animali domestici smarriti, una campagna definita invasiva dai critici.
La collaborazione abbandonata
Ring aveva pianificato di integrare le sue telecamere di sicurezza domestica con i lettori di targhe di Flock Safety, abilitando una funzione chiamata “Richieste della comunità”. Ciò avrebbe consentito ai proprietari di casa di scegliere di condividere le riprese della propria telecamera direttamente con le forze dell’ordine durante le indagini. La decisione di porre fine alla partnership è stata annunciata giovedì, con Ring che ha dichiarato il proprio impegno per “una forte tutela della privacy e trasparenza”.
Lo spot del Super Bowl e la risposta del pubblico
Lo spot di 30 secondi del Super Bowl mostrava come la funzione “Search Party” di Ring potesse rintracciare un cane smarrito incrociando le immagini delle telecamere del quartiere. Sebbene pubblicizzato come una storia commovente, lo spot ha suscitato indignazione tra i difensori della privacy che sostenevano che normalizzasse la sorveglianza costante e la raccolta di dati.
Questa controversia evidenzia una tendenza più ampia: i consumatori sono sempre più diffidenti nei confronti del modo in cui le aziende tecnologiche raccolgono e condividono i dati personali, soprattutto quando coinvolgono le forze dell’ordine. Il disagio del pubblico nei confronti delle tecnologie di tracciamento invasive sta crescendo, come evidenziato dalla reazione rapida e negativa alla pubblicità di Ring.
Perché è importante
La partnership tra Ring e Flock Safety avrebbe notevolmente ampliato l’accesso delle forze dell’ordine ai filmati di sicurezza privati. Consentendo ai proprietari di case di condividere volontariamente i dati, il programma ha eluso i tradizionali requisiti di mandato fornendo comunque alla polizia una vasta gamma di controlli in tempo reale.
Il punto chiave: l’inversione di rotta di Ring dimostra che anche le principali aziende tecnologiche sono sensibili alla percezione pubblica quando si tratta di privacy. La società probabilmente ha valutato che il danno reputazionale a lungo termine derivante dal proseguimento della partnership superava i benefici di legami più stretti con le forze dell’ordine.
Alla fine, Ring si è ritirato da un’iniziativa controversa, lasciando domande senza risposta sul futuro della sorveglianza privata e sul suo ruolo nella polizia.






















