La recente disputa pubblica tra Brooklyn Beckham e i suoi genitori, David e Victoria Beckham, è stata amplificata da un’ondata di video falsi generati dall’intelligenza artificiale che mostrano comportamenti scandalosi al suo matrimonio. Nonostante la mancanza di prove verificate, le clip inventate che mostrano Victoria Beckham impegnata in balli provocanti sono diventate virali, e molti utenti sembrano non preoccuparsi della loro autenticità.
Le radici del conflitto
Brooklyn Beckham ha accusato pubblicamente i suoi genitori di minare la sua relazione con sua moglie, Nicola Peltz, il cui padre è l’investitore miliardario Nelson Peltz. Ha specificamente denunciato la condotta inappropriata di sua madre al suo matrimonio nel 2022. Anche se queste affermazioni rimangono non confermate, Internet ha risposto riempiendo il vuoto con filmati deepfake che raffigurano Victoria Beckham che rievoca scene di film come “La febbre del sabato sera” e “Pulp Fiction” durante l’evento.
Perché è importante
Questo incidente evidenzia una tendenza in crescita: la rapida utilizzazione dell’intelligenza artificiale come arma per l’intrattenimento e la disinformazione. La volontà del pubblico di accettare e persino di godere di questi video inventati dimostra un’inquietante apatia verso l’accuratezza dei fatti, in particolare quando si tratta di pettegolezzi sulle celebrità. La velocità con cui questi contenuti si diffondono sottolinea la facilità con cui le narrazioni possono essere manipolate nell’era digitale, con conseguenze nel mondo reale per le persone coinvolte.
Il ruolo dei social media
Gli utenti dei social media hanno ampiamente abbracciato le clip generate dall’intelligenza artificiale, lasciando commenti che le celebrano come un “uso accettabile dell’intelligenza artificiale”. Questo atteggiamento disinvolto suggerisce un cambiamento sociale più ampio in cui l’intrattenimento prevale sulla verifica e il dramma inventato è altrettanto coinvolgente quanto il conflitto nella vita reale. L’incidente espone anche la vulnerabilità dei personaggi pubblici alla diffamazione guidata dall’intelligenza artificiale, sollevando interrogativi sul ricorso legale e sulla responsabilità delle piattaforme di moderare tali contenuti.
Il fatto che questi contenuti inventati siano decollati nonostante siano palesemente falsi indica un profondo appetito del pubblico per il sensazionalismo, anche quando è interamente inventato. Questa tendenza probabilmente continuerà a meno che le piattaforme non intraprendano azioni più aggressive contro la disinformazione generata dall’intelligenza artificiale.





















